Ricordare il valore (e le regole) della finanza comportamentale

Poche settimane fa è scomparso il noto e autorevole psicologo Daniel Kahneman (1934 – 2024), Premio Nobel per l’Economia nel 2002. Analizzando il comportamento reale, effettivo, delle persone quando prendono decisioni sul denaro, lo studioso ha ribaltato la prospettiva dominante dell’homo economicus, razionale e calcolatore, dimostrando e codificando la determinante influenza di elementi psicologici e neurologici, che deviano i ragionamenti e condizionano le azioni. Ne è nata un’intera disciplina, che nel nostro settore legato alle scelte di investimento chiamiamo “Finanza comportamentale”.

Come tributo al suo dirimente lavoro e alla svolta culturale che ha illuminato, ho voluto immaginare un’intervista postuma, tra un investitore curioso e l’indimenticabile Professore.

Investitore curioso: “Buongiorno, Professore Kahneman. È davvero un privilegio avere questa conversazione. Il suo libro “Pensieri lenti e veloci” ha cambiato il mio modo di vedere il mondo dell’investimento. Le chiedo, quale ruolo pensa che l’economia comportamentale abbia nell’investimento oggi?

Daniel Kahneman: “Grazie, sono lieto di sentire che il mio lavoro vi ha influenzato positivamente. L’economia comportamentale ha un ruolo cruciale negli investimenti, oggi più che mai. Viviamo in un mondo in cui l’informazione è abbondante e le decisioni devono essere prese rapidamente. Questo ambiente stimola il nostro Sistema 1, il pensiero rapido e intuitivo, che può portare a distorsioni significative nelle nostre decisioni di investimento”.

Investitore curioso: “Quindi, sta suggerendo che, nonostante la nostra esperienza, possiamo essere vulnerabili a questi bias?”

Daniel Kahneman: “Esattamente. Anche gli investitori più esperti possono essere soggetti a bias come l’eccesso di fiducia, per cui sovrastimiamo la nostra abilità, conoscenza o controllo su eventi esterni. Questo può portare a sovrappesare le proprie intuizioni rispetto alle evidenze oggettive o alle statistiche”.

Investitore curioso: “Interessante. Potrebbe fornire un esempio di come un bias specifico, diciamo l’avversione alla perdita, influenzi le decisioni di investimento?”.

Daniel Kahneman: “Certo, volentieri! L’avversione alla perdita è profondamente radicata nel comportamento umano. Gli investitori spesso vendono titoli che hanno guadagnato valore troppo presto per “incassare i profitti” e tengono quelli in perdita troppo a lungo, sperando di recuperare. Questo comportamento è il risultato diretto dell’avversione alla perdita, dove il dolore di perdere è psicologicamente due volte più potente del piacere di guadagnare”.

Investitore curioso: “Questo spiega alcune delle mie osservazioni sul campo. Come possiamo allora contrastare questi bias?

Daniel Kahneman: “Il primo passo è la consapevolezza. Riconoscere che questi bias esistono e che ci influenzano è fondamentale. Da lì, possiamo implementare sistemi e processi, come checklist di investimento o algoritmi decisionali, che ci aiutano a valutare le opzioni più obiettivamente. Inoltre, prendersi il tempo per attivare il Sistema 2, il pensiero più lento e deliberativo, può aiutare a mitigare l’impatto di questi bias.

Investitore curioso: “Mi potrebbe dire di più sulla psicologia di massa e come essa influisce sulle dinamiche di mercato?

Daniel Kahneman: “La psicologia di massa può avere un impatto enorme sulle dinamiche di mercato. Quando gli investitori agiscono in gruppo, spinti da emozioni come l’euforia o il panico, possono creare bolle speculative o crash di mercato. La teoria delle prospettive spiega come la prospettiva di guadagni o perdite rispetto a un punto di riferimento possa spingere comportamenti di massa irrazionali. Essere consapevoli di questi modelli può aiutare gli investitori a riconoscere i segnali di avvertimento di un potenziale “effetto gregario” e a prendere decisioni più autonome e razionali.

Investitore Curioso : “Capisco. Passando a un argomento attuale, come vede l’evoluzione delle criptovalute e l’enorme interesse che suscitano?

Daniel Kahneman: “Le criptovalute sono un esempio affascinante di come l’economia comportamentale si manifesti nel mondo reale. Molti degli investimenti iniziali in criptovalute sono stati spinti non solo da valutazioni razionali ma anche da fenomeni come il F.O.M.O., il timore di perdere un’opportunità apparentemente unica. Questo è un chiaro esempio di come il Sistema 1 possa guidare le decisioni di investimento. Tuttavia, come per qualsiasi investimento, è fondamentale valutare attentamente i rischi e le potenziali ricompense, attivando il nostro Sistema 2.

Investitore curioso: “Professore Kahneman, come possiamo prepararci meglio a navigare in questo ambiente di investimento sempre più complesso?

Daniel Kahneman: “Oltre alla consapevolezza dei bias e all’implementazione di sistemi decisionali, l’educazione continua è fondamentale. Comprendere i principi dell’economia comportamentale, mantenere un approccio critico verso le proprie decisioni e cercare di rimanere informati sulle ultime ricerche e tendenze può aiutare a migliorare le decisioni di investimento. Inoltre, costruire un portafoglio diversificato e resistere alla tentazione di seguire le mode può proteggere gli investitori dai capricci del mercato.

Investitore curioso: “Grazie mille per queste intuizioni, Professore Kahneman. La sua ricerca offre una lente attraverso cui possiamo esaminare e migliorare le nostre decisioni di investimento.

Daniel Kahneman: “È stato un piacere parlare con voi. Ricordate, il punto chiave è riconoscere i limiti del nostro pensiero intuitivo e cercare di adottare approcci più riflessivi e analitici quando possibile. Buona fortuna nei vostri investimenti futuri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *