Quattro cani, quattro gatti e quattro tartarughe

Basta esserci per fare la differenza

Quel mercoledì pomeriggio io e mio marito avevamo deciso di non recarci a lavoro perché l’allerta meteo era troppo alta. La famiglia era riunita e già questo mi faceva sentire più tranquilla e molto fortunata.
“Attenzione attenzione! Ordine di sfollamento per i residenti in via Montaletto. Raggiungete immediatamente il centro di smistamento in Viale Italia a Pinarella o rifugiatevi ai piani superiori”.
Era arrivato il momento, anche per noi, di lasciare la nostra casa. Così, in pochi minuti e con una tensione che era diventata palpabile, abbiamo iniziato a raggruppare gli animali, anche se ancora non era chiaro dove li avremmo portati per salvare loro la vita. Scelte poi le cose a noi più care e, nel mio caso, gli oggetti che mi avrebbero regalato la serenità seppur lontana da casa, ci incamminammo.

La nostra via era piena di persone in strada, Cesena era già alluvionata, i miei parenti a Faenza erano già isolati. Luce e acqua erano già inutilizzabili e i cellulari prendevano a tratti. I canali del forense cervese avevano superato il livello di guardia. Il telefono di casa squillava incessantemente; dall’altra parte della cornetta la protezione civile ad intimare di lasciare le proprie abitazioni, specie a chi ancora non si era rassegnato a farlo. Non si trattava più di una raccomandazione. Era categoricamente un ordine di sfollamento!
A supporto degli operatori al telefono, c’erano pattuglie della polizia municipale che, urlando al megafono, invitavano ad abbandonare le case. Quegli ordini, quello stato di agitazione, quel senso di impotenza e di disperazione creavano in me uno stato d’ansia. Vedevo innanzi ai miei occhi il muro d’acqua che ci minacciava con tutta la sua prepotenza: me, la mia famiglia e i sacrifici di una vita intera.

Realizzai che non avevamo alternative quando quel fiume d’acqua cominciò ad invadere tutto: era proprio lì, come nel peggiore dei miei incubi, e scorreva, velocemente, verso la mia abitazione. Era arrivato il momento di andarcene, di abbandonare il nostro posto sicuro e tutto ciò che negli anni avevamo costruito lì intorno.

“Ci salveremo? E gli animali? Dove possiamo parcheggiare le nostre auto per non farle portare via dall’acqua? Riusciremo mai a ritornare a casa e soprattutto… sarà ancora lì? Ritroveremo le nostre cose o perderemo tutto?”
Tanti erano i pensieri… la paura stava per prendere il sopravvento… No! Non potevo permettermi di mollare! Forza e coraggio, mi ripetevo! Avevo una famiglia e tanti animali da salvare e portare in un luogo più sicuro.

Questo è il racconto di quei momenti drammatici, come li abbiamo vissuti io e migliaia di famiglie romagnole. Ciò che è accaduto in quei giorni, la “fredda” cronaca che fa audience, è stato preso e condito per essere passato più e più volte sugli schermi nazionali.

Ma io non voglio parlarvi di questo. Voglio raccontarvi la parte bella. Voglio parlarvi della vera anima di quanti hanno vissuto quei terribili momenti.
Come spesso ripeto ai miei clienti, “celata in ogni crisi c’è sempre un’opportunità”. Abbiamo avuto modo di far squadra, siamo stati solidali gli uni con gli altri, abbiamo mantenuto un atteggiamento positivo rassicurandoci a vicenda. La consapevolezza di non essere soli è ciò che ha salvato la Romagna e che ha fatto veramente la differenza!

“Ciao Lara, tutto bene?”.
Per un attimo mi ero dimenticata di Loredana, la mia collega che proprio il giorno prima era venuta a farmi visita decidendo di rimanere qualche giorno, ignara come tutti noi di ciò che sarebbe accaduto. Fortunatamente l’hotel dove alloggiava si sarebbe poi rivelato un porto sicuro. In quel momento non sapevo ancora che Lory e i miei clienti sarebbero stati “la mia differenza”.

“Ciao Lara, Chiara mi ha detto che dovete andarvene di casa. Io ho un appartamento al primo piano che potrebbe fare al caso vostro.”
Grazie a Gian Marco, un neo-cliente, e alla solidarietà della sua famiglia, noi con i nostri quattro cani, quattro gatti e quattro tartarughe avevamo trovato un rifugio.
Fu il primo punto di svolta, un gesto non scontato, che mi ha regalato la consapevolezza di non essere sola. In quei momenti, la difficoltà più grande era legata al trovare un luogo dove poter portare al riparo i propri animali; alcune persone si sono trovate infatti nella condizione di doverli abbandonare, altri invece, come Sauro e Palma, un’anziana coppia, nel tentativo di salvare il proprio asino, hanno perso la loro vita.

“Ciao… stiamo venendo ad aiutarvi a barricare casa e a portare in alto le cose”.
“Ciao… sto venendo con la macchina ad aiutarvi a traslocare!”.
Queste erano le belle telefonate che arrivavano in quei momenti apparentemente bui.

Nonostante tutto, quella sera non riuscii ad addormentarmi, l’ansia mi tenne sveglia.

Il mattino seguente decisi di raggiungere Loredana in albergo, per poter provare a concedermi una colazione con meno pensieri possibili.
“Io sceglierei quella brioche con la nutella, è speciale…”, sento una voce alle mie spalle. Ho conosciuto così Luigi, imprenditore in pensione, anche lui sfollato e fatto alloggiare, come molti altri presenti quel mattino, in albergo. Nei giorni seguenti, continuai ad andarli a trovare. Abbiamo così avuto modo di raccontarci storie, di restare aggiornati sullo stato di quella maledetta piena. Questo il secondo punto di svolta: seppur in condizioni emotivamente difficili, siamo stati in grado di darci forza, di supportarci gli uni con gli altri e abbiamo fatto squadra. Cinque giorni dopo le linee ferroviarie sono state ripristinate e Lory è riuscita a rientrare a casa.

“Grazie Lara! L’esserci stata nei momenti difficili ha fatto la differenza”. A distanza di due mesi, Luigi è venuto a trovarmi in ufficio, regalandomi questa bella frase e proprio il fatto di aver “messo a nudo” le nostre emozioni in un momento così delicato, lo ha motivato a diventare mio cliente.
In quei giorni di maggio, avete sentito tanto parlare di solidarietà nei telegiornali. Molte persone sono successivamente riuscite a rientrare nelle proprie abitazioni, alcuni ancora oggi non ne hanno avuto modo. Da ciò nascono il mio terzo e quarto punto di svolta.

“Mamma, abbiamo bisogno di stivali di gomma e di una pala, ci siamo organizzate con un gruppo di supporto su Facebook e domani andiamo ad aiutare a Savio”. Chiara e Giulia, le mie figlie, sono state il mio terzo punto di svolta: un grande esempio di altruismo da cui ricavare energia. Eravamo ancora sfollati ma questo non ha impedito loro di preoccuparsi per il prossimo. Chiara in particolar modo mi ha colpito; ha subìto da poco un trapianto di fegato che ancora oggi la impegna fisicamente, eppure quel giorno lei ha preso pala e secchio ed è andata in soccorso a gente che si trovava in difficoltà più di noi. Quale esempio migliore di tenacia?

Dopo la prima settimana di pura adrenalina, in cui ero concentrata a tenere alto il morale in famiglia, con i clienti, con amici e con i parenti, l’allarme è rientrato dando la parvenza di un ritorno alla normalità. Sicuramente, complice la stanchezza e un fisiologico calo di tensione, ho iniziato a cedere ed è arrivata la mia crisi: il senso di impotenza verso tutte le persone che avevano vissuto molto più disagio di me e della mia famiglia. Ecco il mio quarto punto di svolta!

“Ciao Lara, parlando con te di quanto stanno vivendo molti tuoi clienti alluvionati, ho realizzato che vorrei essere utile anche io. Quando arrivano le liquidazioni della mia mamma per favore dona 5.000 €uro ad una famiglia che ritieni possa averne necessità. Ho piena fiducia in te.” Ero senza parole. Beppe non sa che il suo gesto mi ha fatto prendere coscienza che, nel mio piccolo, potevo fare la differenza. Consapevole della valenza etica e sociale del mio ruolo professionale e della possibilità di fare finanza in tanti modi diversi, ho incrociato le esigenze dei clienti alluvionati con la disponibilità dei clienti più fortunati e di colleghi di altre regioni, attraverso raccolte fondi pro-alluvione. E’ stata una grande gioia poter contribuire alla serenità di tanti.

Quest’avventura, vissuta da sfollata, mi ha portata ad una importante riflessione: proprio come in questa esperienza, anche durante i momenti bui di mercato sono le nostre scelte a determinare il risultato. Quando mille domande e mille incertezze affollano la nostra mente, quando la paura di perdere tutto prende il sopravvento sulla lucidità, proprio in quei momenti possiamo fare la differenza. Come? Prendendo decisioni corrette. Possiamo scegliere l’atteggiamento da adottare e le persone giuste a cui affidare il compito di traghettarci in porti sicuri.

Comments
  • Leggere questo bellissimo articolo è stato come sentire un alito di aria fresca in queste caldissime giornate di luglio. Una carezza al cuore. E dopo 10 volte che lo leggo mi ritrovo a commuovermi. EMOZIONE PURA‼️‼️

  • È proprio la conferma che per operare al meglio nella nostra professione oltre al proprio percorso scolastico bisogna essere “laureati in umanità “(GF Cassol) e, allora io aggiungo,non serve la calcolatrice finanziaria!

  • Commovente avete una forza interiore che ammiro e non so se sarei riuscita a comportarmi così nelle vostre condizioni vi ammiro e mi rammarico di non poter fare nulla

  • Grazie a ciascuno di voi lettori, che avete commentato il nostro articolo, la storia raccontata dalla collega Lara. Diteci che ne pensate anche di altri pezzi pubblicato qui sul blog “Risparmiattori”!

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