Il Picasso della Finanza

Marco è il Picasso della cucina. Ogni giorno si reca al porto ad attendere il rientro dei pescherecci per comprare ingredienti freschi. Riesce ad inventare piatti speciali a cui è impossibile resistere. Quel mercoledì di luglio mi regalai una pausa pranzo al suo stabilimento balneare. Ma si dice che nulla capiti a caso.

“È paradossale, avere un’attività di famiglia redditizia sembra un danno più che un merito! Stato ladro!”

Silverio, considerandomi di famiglia, non interruppe le sue imprecazioni contro lo Stato quando mi vide arrivare. Stava parlando con suo figlio Marco ed era contrariato, quasi deluso. Feci un timido cenno di saluto e mi accomodai al solito tavolo fronte mare in veranda. Anche nelle giornate più afose, la brezza marina in quella posizione mi ha sempre rinfrescato. Silverio si avvicinò per scusarsi dell’accoglienza un po’ turbolenta.

“Se non ti conoscessi bene direi che sei arrabbiato!” Mi permisi di dirgli sorridendogli. Si accomodò a farmi compagnia, si versò un bicchiere di vino e iniziò a confidarsi passandosi la mano tra i folti e lunghi capelli bianchi.

Ho lavorato una vita per lasciare qualcosa ai miei figli. Vorrei tanto passare le quote del Bagno a loro e diminuire il carico di lavoro. Ho parlato col commercialista e a quanto pare non è possibile… O meglio, tutto è possibile, ma le tasse applicate sulla plusvalenza ridurrebbero notevolmente il margine. Che senso ha Lara? Creo dal nulla un’attività… cinquanta anni di duro lavoro e a che scopo?”

Nel frattempo, Marco, con un sorriso soddisfatto, si avvicina con una nuova portata: spaghetti alla chitarra con ricciola, capperi e fili d’arancio.  

“Uhm, avete considerato il patto di famiglia?” Attirai così la loro attenzione, Marco non tornò in cucina e Silverio si sporse verso di me: “Mai sentito, e chissà perché pago il mio commercialista! Di che si tratta?”.

“E’ un contratto tra vivi disciplinato del Codice Civile (articoli 768 bis e seguenti), con cui un impreditore può trasferire in tutto o in parte l’azienda o le proprie quote sociali, attraverso un atto pubblico stipulato innanzi ad un notaio e necessariamente gratuito. Con un contributo di 280 € circa a titolo di onorario e di imposta di registro, si può attivare il passaggio generazionale con un unico vincolo: i figli devono proseguire l’attività di famiglia per almeno cinque anni. Conoscendovi mi sembra possa fare al caso vostro.”

La nostra soddisfazione si palpava. A Silverio si erano illuminati gli occhi ed io avevo le papille gustative in estasi e i neuroni soddisfatti per aver suggerito una soluzione alternativa all’esigenza del mio cliente. Concordammo di riparlarne la settimana entrante, nel mio ufficio.

Quel mercoledì probabilmente non fu un caso se decisi di pranzare da loro. Ora so che avevo uno scopo, anche se a me sconosciuto. Quel giorno mi sentii il Picasso della finanza.

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