Come Pantani.

Giusy è un’amica oltre che cliente. 

Quest’anno va in pensione dopo una lunga carriera come medico ospedaliero e non avendo figli vorrebbe destinare parte della cosiddetta liquidazione ai due unici nipoti, Marco e Giulia, figli del fratello, Antonello.

L’uno diciottenne, l’altra ventenne, sono due brillanti studenti e le somme che la zia vorrebbe dedicare loro sono abbastanza importanti, 50.000 €uro ciascuno.

Il nostro incontro è a tre: Giusy preferisce coinvolgere suo fratello per renderlo edotto e partecipe delle scelte, ne discutiamo e dopo aver stabilito come impostare i due portafogli dico loro: 

“Bene, fatto questo, ora resta da avviare la parte più importante dell’operazione… i fondi pensione.”

Giusy è perplessa… Antonello mi guarda stupito: “Pensione? Ma scusa, loro sono ragazzi, non lavorano, mi sembra una cosa prematura”.

Spiego sommariamente l’importanza di iniziare per tempo con dei piani di previdenza individuale e che anzi, paradossalmente, sarebbe stato meglio partire molto prima. Giusy è un medico mentre suo fratello è imprenditore nel settore turistico, non voglio entrare nei tecnicismi di tipo finanziario e quindi, per superare le sue perplessità, mi affido al fatto che, conoscendoli bene, conosco i loro interessi, le passioni.

Sia io che Antonello siamo ciclisti; così sposto la spiegazione su un settore che capiamo bene entrambi, la bicicletta. Mi rivolgo a Giusy consapevole che Antonello segue il ragionamento.

“Giusy, hai presente quando in bicicletta siamo costretti a “scalare” una montagna e dobbiamo pedalare in salita?”

“Certo,” risponde: “non a caso ho sempre sentito dire ad Antonello che in salita ci vuole tre volte il tempo e quattro la fatica… ma che c’entra con la pensione?”

“C’entra” le dico, “Pensa se per raggiungere la vetta ci fossero due strade, una di dieci chilometri con pendenze importanti, l’altra di venti, trenta chilometri quindi più lunga ma con pendenze più dolci… quale preferiresti?”. Antonello ha subito “mangiato la foglia” e annuisce mentre Giusy ci pensa un momento e risponde. “Dipende, immagino che se fossi in gara dovrei per forza scegliere la via imposta dal percorso e pedalare come Pantani… altrimenti la prenderei con calma godendomi la passeggiata”.

A questo punto Giusy mi fissa e sorride…

“Ho capito dove vuoi arrivare… se iniziamo subito il piano pensione è una passeggiata, altrimenti diventa una corsa in salita.”

Si, è proprio così. Talvolta tendiamo a procrastinare determinate scelte perché manca la percezione delle opportunità. Per iniziare a ragionare spesso non servono i numeri ma riportare il tutto alle nostre esperienze.

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