Quando “disinvestire” significa realizzare un sogno

Una storia di fiducia, obiettivi e sogni realizzati.

La storia che vi sto per raccontare, riassunta in una frase, è questa: “Un investitore telefona al suo Consulente Finanziario e gli chiede di disinvestire il suo patrimonio: deve spenderlo”.

Questa telefonata è la più temuta da chi fa il mio lavoro, sia esso un Consulente Finanziario o un Direttore di Banca, perché significa perdere un cliente. Quando l’ho ricevuta io, in un piovoso pomeriggio di fine febbraio, sono stato felice e mi sono rallegrato con la persona con cui ero al telefono. No, non sono impazzito… ora vi racconto tutta la storia.

Con Enrica e Valerio ci conosciamo da oltre vent’anni. Abbiamo tante cose in comune: ci piace impegnarci nel far bene il lavoro che svolgiamo; ci piace capire il mondo in cui viviamo e cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo, affinché le cose migliorino; abbiamo lo stesso numero di figli, e faremmo qualsiasi cosa per la nostra famiglia. In tutto questo periodo sono stati risparmiatori esemplari, un poco alla volta hanno accumulato un patrimonio importante e hanno seguito i miei consigli d’investimento per farlo crescere nel tempo. Avevano due obiettivi ben precisi: costruirsi una tranquillità economica per loro, per quando andranno in pensione, e poter dare un contributo ai loro figli, quando sarebbero diventati grandi e sarebbe toccato a loro crearsi una famiglia. E qui sta il motivo della loro telefonata, in quel pomeriggio piovoso di fine febbraio: Leonardo, il loro figlio maggiore, dopo una lunga ricerca, ha trovato casa!

Qualche giorno dopo, la pioggia era sparita lasciando il posto al sole, era una mattina in cui la primavera faceva capolino. Ho incontrato Enrica e Valerio a casa loro. Erano contenti per Leonardo, ma avevano il viso tirato, gli occhi spauriti (non li avevo mai visti così!), di chi teme brutte sorprese, e cominciarono subito a fare domande sullo stato dei loro investimenti, senza offrirmi la rituale tazza di caffè bollente come facevano di solito…

“Fermi tutti!” ho detto, sorridendo e tirando fuori dalla borsa la cartellina con il dettaglio della loro situazione patrimoniale “ora facciamo un bel riepilogo del percorso che ci ha portato fin qui”.

Siamo partiti dagli obiettivi che abbiamo concordato via via nel tempo, da come abbiamo riportato questi obiettivi nelle strategie e nelle scelte di investimento, da come all’inizio del nostro percorso abbiamo investito i loro risparmi periodici in piani di accumulo azionari, per far crescere in maniera più adeguata il capitale; ho ricordato che, qualche anno fa, abbiamo cominciato a rimodulare gli investimenti, aumentando la diversificazione del portafoglio e riducendo il rischio, perché si stava avvicinando il momento in cui utilizzare questi soldi; infine, ho menzionato come abbiamo gestito questi ultimi mesi, quando Leonardo aveva cominciato attivamente a cercare la casa in cui realizzare il suo sogno di uscire dal nido familiare, parcheggiando il capitale necessario in strumenti a breve termine. Abbiamo superato momenti di mercato positivi e negativi, ma sempre avendo bene in mente l’obiettivo finale.

“Vedete, ecco il report aggiornato ad oggi, dovete solo dirmi quanto vi serve”. Enrica e Valerio si sono guardati, poi si sono girati all’unisono verso di me. I loro occhi parlavano per loro: erano visibilmente sollevati e ridevano, contenti. E in quel momento hanno esclamato, allo stesso tempo: “Non abbiamo fatto il caffè!”

Dopo oltre mezz’ora, sono uscito da casa loro, con una richiesta firmata di disinvestimento. A raccontarlo ai miei colleghi, risulterebbe una sconfitta. Ma ai miei occhi, in quella giornata, avevo raggiunto una grande vittoria. Avevo – una volta ancora – realizzato quello per cui la mattina sono felice di cominciare una nuova giornata di lavoro: avevo aiutato una famiglia a finalizzare un suo importante obiettivo, uno dei “Sogni & Bisogni” che ognuno di noi ha nel cassetto dei desideri.

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